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presentazione    

Durante questo anno scolastico è stato portato avanti un progetto importante gestito dall’Associazione Stefania , dalla Casa di Riposo “Agostoni” e dagli alunni delle classi quarte della A.Moro e S.Mauro.





Anno Scolastico 2008/09
Da alcuni anni le scuole Primarie del Secondo Circolo collaborano con la Fondazione Stefania di Lissone in un progetto che utilizza l’espressione artistica a pretesto di un laboratorio esperienziale, per avvicinare i bambini partecipanti al tema dell’integrazione della diversità’ e più’ nello specifico alla disabilità.

L’obiettivo principale è quello di fornire ai nostri alunni un’immagine positiva della persona con disabilità, in quanto portatrice, come ciascuno di noi, di un’esperienza e investita del ruolo di responsabilità.

A livello quotidiano ciascuno di noi è naturalmente creativo e una persona, indipendentemente dalla sua abilità o disabilità, è in grado di produrre arte dotata di significato. L’espressione artistica è di per sé integrante.

Nell’anno scolastico 2008-2009 , sono state coinvolte nel progetto due classi quarte e due classi quinte dei plessi Moro e San Mauro.

Gli alunni hanno lavorato in piccoli gruppi con 6 ragazzi della Fondazione Stefania seguiti da due educatori. Con a disposizione un’ampia gamma di materiali e tecniche stimolanti, ma adatte ad un gruppo con abilità e capacità attentive diverse, hanno realizzato due murales posizionati poi sui muri della scuola dell’infanzia e dell’oratorio in Bareggia.

L’esperienza si è conclusa il 29 Maggio 2009 con l’inaugurazione dei due murales.

L’esperienza è risultata altamente positiva dal punto di vista artistico, ma soprattutto da quello relazionale. Ha favorito e sviluppato l’incontro con ragazzi che hanno scaturito dentro di noi domande, riflessioni, cambiamenti nel modo di porsi e di comportarsi.

“ Incontrarsi” è sempre scambiarsi un pezzetto delle proprie storie e arricchirsi delle storie dell’altro.

E’ questo quello che è accaduto ai bambini e agli insegnanti.
Riflessioni dei bambini:
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  • Sono arrivati in classe sei ragazzi disabili e tre educatori della Fondazione Stefania, per costruire con noi un mosaico.
    I ragazzi sono: Mirko, Daniele, Jessica, Elena, Paolino, Sara.
    Il ragazzo che mi ha colpito di più è Paolo: ha la faccia un po’ schiacciata e dietro la testa ha una cicatrice quadrata.
    E’ l’unico che non si vergogna di parlare e quando doveva presentarsi si è messo in mezzo all’aula.
    Dalle risposte che dava ho subito capito che è un ragazzo molto intelligente e che vuole farsi degli amici dimostrando la sua simpatia.
  • Appena entrati i ragazzi mi hanno spaventato, ma poi si sono dimostrati simpatici.
    Paolino ha la faccia schiacciata e una cicatrice, Jessica cammina dondolando e strisciando per terra il piede e Daniele parla in modo molto strano confondendo tutte le parole e io faccio fatica a capirlo.
  • Con loro dovremo fare un murale, cioè riempire con un mosaico un muro vecchio in piazza alla Bareggia
  • Appena i ragazzi sono entrati, io ero preoccupatissima e molto spaventata, inoltre avevo proprio due sedie vuote di fianco al mio banco.
  • La ragazza che mi ha colpito di più è stata Elena; una ragazza carina, portava orecchini e aveva due stupendi occhi azzurri, però era talmente timida da essersi chiusa in se stessa.
    In alcuni momenti la fissavo stupita e appena lei se ne accorgeva si girava e abbassava lo sguardo
  • Alcuni ragazzi erano fisicamente normali, ma avevano un problema psichico, altri, il contrario.
    Io avevo molta paura e , quando dovevo presentarmi, non riuscivo a parlare.
    Mi sentivo molto agitata.
  • Per me la più simpatica è Jessica: porta degli occhiali rotondi, ma soprattutto ha un dolcissimo carattere.
    Questa cosa l’ho capita quando si è alzata e ha preso per mano la mia compagna Lidia e l’ha fatta sedere sulla sua sedia.
    Io sembravo pietrificata dalla timidezza e non sapevo come parlare con Jessica e questo mi è dispiaciuto.
  • Il mio compito era quello di spalmare il cemento, ecco perché mi chiamavano “spalmer” :Mi sono fatto tanti amici in un batter d’occhio. io se facevo solo un piccolo errorino lo volevo subito rimediare, però ero comunque soddisfatto del mio lavoro.
    Farsi nuovi amici è sempre una cosa bella.
  • Io sono molto concentrata, altre volte sono pasticciona, come l’ultimo giorno che ho spalmato la colla con le mani: Io ho voglio di fare un bel lavoro.
    Il lavoro è facile e molto divertente; questa esperienza è molto bella e voglio restare ancora insieme a questi ragazzi.
  • Gli educatori ci davano delle tavole di polistirolo, del cemento e dei sassi e noi dovevamo incollare tutto sulle tavole.
    C’erano degli addetti a spaccare le pietre con il martello e noi li chiamavamo “gli spaccatori”.
    Tutti facevano pezzi diversi con forme e colori differenti. Al tavolo i ragazzi scherzavano tra loro ed anche con noi e se sbagliavamo, loro si mettevano a ridere e ci aiutavano.
    Sono diventata amica di tutti, ma soprattutto di Elena che era al tavolo con me.
  • Il laboratorio è stato fatto per far stare insieme noi e i ragazzi disabili così, forse, quei loro problemi diminuiscono.
    Mentre eseguivo il mio lavoro, Barbara si è avvicinata a me ed io pensavo che mi sgridasse, invece mi ha detto:” Bravissimo, il tuo lavoro è perfettamente completo”, poi con una faccia sorridente le ho risposto.” Grazie!” e lei :” Ciao ciuffetto”. Mi aveva chiamato così perché quel giorno, sui capelli, mi ero spalmato il gel.
    Il lavoro era facile e in tutti si vedeva la voglia di lavorare.
    Mi è piaciuto tantissimo e vorrei ringraziare gli educatori. GRAZIE!!!
  • I ragazzi parlavano con noi e se avevi bisogno di piastrelle o di colla glielo chiedevi e loro te le davano
  • Io svolgo il ruolo di spaccare le piastrelle. Mi sento libera, soave.
    E’ divertente lavorare con i ragazzi.
    E’ facile fare il mosaico.
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    Conclusione collettiva.
    Noi prima avevamo paura, non sapevamo cosa dire e come reagire.
    Adesso abbiamo imparato a stare con loro.
    Abbiamo nuovi amici.
    Abbiamo capito che da loro possiamo imparare delle cose.
    Ci sentiamo più bravi, più capaci a fare il mosaico, più grandi perché abbiamo capito che in ogni persona c’è qualcosa di speciale.

Anno Scolastico 2006/07
Progetto Associazione Stefania
Classi IV sez. A, B
Progetto, attuato in collaborazione con l'Associazione Stefania,
Abbiamo realizzato laboratori espressivo-manipolativi, con l'uso di materiali diversi
e di diverse tecniche per la realizzazione di un bell'arazzo.
clicca sulla foto per ingrandirla arazzo